All'interno di una coppia, esiste un diritto a fare l'amore?
Si puo' imporre al/alla partner di fare l'amore ?
La cassazione ha deciso che no, non esiste alcun diritto all'amplesso all'interno di una coppia , sposata o convivente: lo ha fatto in un procedimento penale in cui un marito è stato condannato ( credo tutti saranno d'accordo, giustamente!!!) per aver costretto la moglie ad avere un rapporto sessuale.
Si è pero' subito levata la voce della categoria " sessuologi ", affermando che senza sesso non puo' esistere una coppia.
Mi chiedo:
** il fare l'amore è un dare-ricevere: come puo' essere ottenuto con la forza o essere imposto a termine di legge?
** come si puo' voler bene ad un uomo/donna rifiutando quello che certamente è il massimo dello "scambio " affettivo ed amoroso?
L'altro giorno ho pensato ad un nuovo tema da affrontare in questa sede, e ancora una volta Eve Ensler mi è venuta in aiuta. Ecco alcuni estratti dal suo già citato libro (vedi post precedenti) su un tema prettamente femminile. Ovviamente, potrebbe essere anche interessante per i maschietti ascoltare queste voci!
"Ho intervistato molte donne sulle mestruazioni. A un certo punto si è verificato un evento corale, una specie di selvaggia canzone collettiva. Le donne si davano la voce fra di loro. Ho lasciato che le voci sanguinassero una dentro l’altra. Mi sono persa in tutto quel sangue.
Classe seconda, sette anni, mio fratello stava parlando di quelle “cose”. Non mi piaceva il modo in cui rideva. Sono andata da mia madre. «Cos’è un ciclo?» ho chiesto. «è una cosa che succede con scadenza regolare» mi ha risposto. «Come il ciclo solare.»
Mio Papà mi diede un biglietto di auguri: “Alla mia piccolina che non è più tanto piccola”.
Ero terrorizzata. Mia madre mi mostrò quegli spessi assorbenti igienici. Dovevo mettere quelli usati nella spazzatura sotto il lavandino della cucina.
Ricordo che sono stata una delle ultime. Avevo tredici anni. Non vedevamo l’ora che ci venissero.
Avevo tanta paura. Ho cominciato a mettere gli assorbenti usati in sacchetti di carta marrone nei ripostigli bui sotto il tetto.
Ho associato le mestruazioni a fenomeni inspiegabili.
Avevo sedici anni, ero un po’ spaventata.
Mia madre ha detto che dovevo usare una pezzuola. Niente Tampax. Non si poteva mica infilare qualsiasi cosa lì dentro.
Una notte, sono arrivata a casa tardi e mi sono infilata nel letto senza accendere nessuna luce. La mamma aveva trovato i tamponi di cotone usati e li aveva messi tra le lenzuola del mio letto.
Quindici anni. Mia madre ha detto: «Mazel tov»[Augurio/congratulazione in ebraico] e poi mi ha dato uno schiaffo. Non sapevo se fosse una cosa buona o cattiva.
Le mie mestruazioni sembravano la miscela della torta prima che sia cotta.
Mia madre è stata molto affettuosa: “Vado a prenderti un assorbente”.
Avevo quindici anni e non vedevo l’ora che mi venissero.
Quando la mia amica Marcia le ha avute, ha festeggiato. La sua famiglia ha preparato una cena.
Quando ho visto in palestra alcune ragazze bianche con gli assorbenti interni, ho pensato che fossero delle poco di buono.
Tutte volevamo le mestruazioni. Le volevamo subito.
Ho visto quelle gocce rosse sulle piastrelle rosa e ho detto: « Sììì».
Mia madre era contenta per me.
Undici anni, portavo un paio di pantaloni bianchi. Il sangue ha cominciato a uscire sangue sul dietro del mio vestito in chiesa. Non si vedeva, ma mi sentivo in colpa.
Ho pensato che era tremendo.
Avevo dieci anni e: mezzo. Nessuna preparazione.
Roba appiccicosa e marrone .sulle mutande.
Mi è venuto mal di schiena.
Mi sentivo arrapata.
Avevo paura che la gente sentisse l’odore. Paura che dicesse che puzzavo di pesce.
Dodici anni. Ero felice. La mia amica aveva un tavolino per le sedute spiritiche, ha chiesto quando ci sarebbero venute le mestruazioni, ho guardato giù, e ho visto il sangue.
Vomitavo, non riuscivo a mangiare.
Mi è venuta fame.
Ho guardato giù ed eccolo lì.
Mi piacciono le gocce che cadono nel gabinetto Sembrano vernice.
Non credevo che mi sarebbero venute.
Avevo dodici anni. Mia madre mi ha dato uno schiaffo e mi ha portato una camicia di cotone rosso.
Hanno cambiato completamente il mio modo di sentire me stessa. Sono diventata molto silenziosa e matura.
Mio padre è uscito a comprare una bottiglia di sangria.
Nove anni e mezzo. Ero sicura che sarei morta dissanguata, ho appallottolato le mutande e le ho buttate in un angolo. Non volevo preoccupare i miei genitori.
Mia madre mi ha dato acqua calda e vino e mi sono addormentata.
Le mie amiche mi hanno detto che si ha un’emorragia ogni mese.
Mia madre entrava e usciva dagli ospedali psichiatrici. Non poteva sopportare che diventassi grande.
Al campo mi hanno detto di non fare il bagno con le mestruazioni. Mi hanno spennellata di antisettico."